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Intervista a Sofia Domino

Copertina Quando dal cielo cadevano le stelle






Int
ervista a Sofia Domino, l'autrice de "Quando dal cielo cadevano le stelle"





 

1) Ci hai contattato via e-mail; come sei venuta a conoscenza dell'Associazione Culturale e di Promozione Sociale Le Stelle?

Sofia: Ho scoperto l’Associazione navigando su Internet alla ricerca di siti e/o associazioni a cui potrebbero interessare i temi della Shoah. Mi sono imbattuta nel sito dell’Associazione Culturale e di Promozione Sociale Le Stelle e ne sono rimasta colpita perché nasce dai sogni e dall’impegno di giovani come me.

2) Come mai hai deciso di scrivere un romanzo sulla shoah? Qual è stato l'input?

SofiaHo sempre voluto parlare del nazismo e dare una voce a chi non ne ha avuta una. L’occasione è arrivata con il mio romanzo “Quando dal cielo cadevano le stelle”, grazie al quale ho potuto dare voce a Lia, una ragazzina italiana di tredici anni, che come gran parte delle sue coetanee sogna, ride, ama fare gli scherzi, vive il primo amore e cresce, con la “colpa”, però, di essere ebrea. Ho voluto cercare di rispondere alla domanda: che cosa significava essere ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale? Ricordo ancora, quando vivevo a Londra, che visitai il Museo Imperiale della guerra. Il museo ha un’ala dedicata all’Olocausto, e guardare i filmati e le immagini delle vittime del nazismo e di chi lo ha vissuto sulla propria pelle, e ritrovarsi davanti ad una vetrata dietro alla quale ci sono le “famose” casacche a strisce e centinaia di scarpe gettate a casaccio, è stato indimenticabile. Ho voluto mostrare numerosi lati dei campi di concentramento, in quei campi in cui Lia, spesso, si chiede: perché? Perché sono qui? Perché non posso tornare a Roma? Perché? E la risposta decisa, cruda, e anche incomprensibile, è una sola: perché sei ebrea.


3) Come hai raccolto le testimonianze? Quanto tempo è passato prima che il libro diventasse realtà?

Sofia: Mi sono impegnata molto a raccogliere le varie testimonianze perché sapevo che, prima di cominciare il mio romanzo, volevo essere sicura di ogni aspetto. Non solo ho parlato con gli anziani della città in cui vivo, che hanno visto la guerra con i loro occhi, ma naturalmente mi sono anche documentata su libri di testo e online, per leggere le testimonianze di coloro che hanno vissuto la Seconda Guerra Mondiale a Roma e per leggere le testimonianze di tutti quegli innocenti che si sono ritrovati in un campo di concentramento. È stato un lavoro lungo, che però ha arricchito il mio romanzo.


4) Oltre al tuo libro, quale consigliereste ai ragazzi per iniziare la conoscenza sul tema dell'Olocausto?

SofiaHo letto numerosi libri sull’Olocausto, ma se dovessi consigliarne un paio il primo sarebbe indubbiamente “Il diario di Anna Frank”. Anna è una ragazza molto intelligente e sensibile e credo che la sua bontà in un momento triste e temibile come quello del nazismo sia da esempio. Inoltre, credo che ritrovarsi assieme a lei e ai suoi pensieri, porti il lettore a capire meglio che cosa significava essere costretti a rimanere per anni nello stesso posto con la solita gente. Per secondo, consiglierei “Mi ricordo Anna Frank”, di Hannah – Hanneli - Goslar, la migliore amica di Anna Frank. È una testimonianza molto toccante e assieme a Hannah percorriamo la sua atroce esperienza in vari campi di concentramento e viviamo con lei la fame, il dolore, la paura, il freddo e la sua costante lotta per la vita. Sicuramente entrambi i libri fanno nascere numerose domande e fanno riflettere molto, inoltre, sono perfetti sia per un pubblico di lettori giovani sia per un pubblico di lettori meno giovani.


5) Hai intenzione di proseguire scrivendo altri libri?

SofiaCerto! Scrivere è la mia passione e non mi fermo mai. Scrivo giornalmente e, inoltre, attualmente mi sto dedicando alle numerose fasi di editing del mio secondo romanzo, che uscirà a giugno. È un romanzo ambientato ai giorni d’oggi e la storia si svolge prevalentemente in India, il Paese peggiore in cui nascere donna. Le protagoniste, però, sono proprio delle donne. Una statunitense e una indiana, che si troveranno, si perderanno e si cercheranno, lottando insieme per la giustizia, per i diritti, per realizzare i loro sogni in una nazione in cui il governo è corrotto e in cui le speranze delle giovani donne, troppo spesso, vengono dimenticate.


6) Scrivici in poche righe cosa significa per te “La Giornata della Memoria” e cosa dovrebbe essere fatto affinchè non si dimentichi.

Sofia“La Giornata della Memoria” è molto importante, ma credo che ogni giorno sia perfetto per ricordare le atrocità del nazismo e tutti coloro che durante la Seconda Guerra Mondiale furono uccisi. “La Giornata della Memoria”, comunque, secondo me significa “non dimentichiamo”, significa cerchiamo di migliorare noi stessi e il mondo in cui viviamo affinché tali atrocità non siano ripetute. Che cosa fare per non dimenticare? Leggiamo libri, ascoltiamo delle musiche e guardiamo dei film o dei documentari sull’Olocausto. Ci tengo inoltre a dire una frase che Lia, la protagonista del mio romanzo, ripete sempre: “La vita è meravigliosa, non smettiamo mai di amarla”.


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{jcomments on} A cura di Annamaria Negro